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FAQ

Le risposte ai dubbi più frequenti sul Covid-19

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Le risposte ai dubbi più frequenti sul Covid-19

Come si trasmette il virus da Sars–CoV-2?
Le principali fonti di trasmissione di SARS-CoV2 sono i droplets – ossia secrezioni respiratorie e salivari in forma di goccioline – e aerosol, particelle inferiori al micron di grandezza, emessi da una persona infetta quando starnutisce, tossisce, parla o respira e si trova in prossimità di altre persone, con le quali interagisce.
Il virus può sopravvivere anche su superfici, per un periodo che va da alcune ore a pochi giorni: tuttavia la quantità di virus vitale diminuisce nel tempo, inoltre recenti studi hanno rilevato come l’infezione da contatto con superfici infettate sia un evento molto raro. Il virus può essere trasmesso sia da soggetti sintomatici (che ad esempio presentano sintomi quali la tosse) dia da soggetti asintomatici, nelle 48 ore precedenti l’insorgenza degli eventuali sintomi, anche se non è ancora del tutto chiara la portata con cui le infezioni asintomatiche contribuiscono alla trasmissione del virus.
Quali sono i sintomi più comuni del Covid-19?
I sintomi di COVID-19 variano da persona a persona e in base alla gravità della malattia, per cui ci possono essere soggetti positivi asintomatici o paucisintomatici, altri che presentano febbre, tosse, mal di gola, debolezza, affaticamento e dolore muscolare. I casi più gravi possono presentare polmonite, sindrome da distress respiratorio acuto e altre complicazioni, tutte potenzialmente mortali. Anche anosmia e iposmia (perdita o diminuzione dell’olfatto), ageusia e disgeusia (perdita o alterazione del gusto) possono essere associati alla malattia. Altri sintomi meno specifici comprendono cefalea, brividi, astenia, vomito e/o diarrea.
Quali test posso fare per sapere se ho il Covid-19?
L’esame di riferimento per la diagnosi del Covid è il test molecolare, che analizza un campione biologico - prelevato con tampone naso-faringeo – per rilevare la presenza del genoma (RNA) del virus SARS-Cov-2. L’esito si ottiene mediamente 24-48 e indica con certezza se una persona è positiva o negativa.
Il test antigenico, o rapido, rileva la presenza del virus tramite le sue proteine (i cosiddetti antigeni) e il risultato si ottiene in 15 minuti. Il test è oggi affidabile quanto il test molecolare, tanto che il monitoraggio della pandemia è fatto sulla base dei risultati dei test molecolari e antigenici. In caso di positività è consigliato, per conferma, fare il test molecolare.
I test sierologici, o anticorpali, rilevano gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario se siamo stati infettati, anche senza sintomi, in un passato recente o anche mesi addietro.
Inoltre, iI test sierologico quantitativo serve per verificare se il vaccino ha fatto effetto e monitorare nel tempo la permanenza degli anticorpi nell’organismo.
Come posso verificare se il vaccino su di me ha funzionato?
I test sierologici, o anticorpali, rilevano gli anticorpi sviluppati dal sistema immunitario se siamo stati infettati, anche senza sintomi, o se siamo stati vaccinati.
Per verificare se il vaccino è stato efficace, il test va fatto 10 giorni dopo la seconda dose.
Il test sierologico quantitativo serve anche, dopo la vaccinazione, per seguire la permanenza degli anticorpi nell’organismo e indicare quindi la probabile protezione dal virus.
Quali sono le migliori strategie per difendermi dal virus?
L’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (mascherine), il distanziamento fisico e l’igiene delle mani sono tra i principali strumenti di prevenzione. L’uso delle mascherine protegge dal Coronavirus in tutti i luoghi chiusi (trasporti, supermercati, scuole, abitazioni private in presenza di non conviventi, ecc) e all’aperto quando non possa essere garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. È raccomandato mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro con persone non conviventi, evitando strette di mano e abbracci, o l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, e garantire una corretta igiene delle mani, lavandole spesso con acqua e sapone o utilizzando soluzioni idralcoliche. Si consiglia di starnutire e/o tossire in un fazzoletto o nella piega del gomito, evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie, e di evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non igienizzate. Buona prassi è anche quella di garantire una buona ventilazione di ambienti chiusi, ad esempio aprendo periodicamente le finestre, e di pulire e disinfettare le superfici.
Quanti giorni passano in media tra il contagio e la comparsa dei primi sintomi?
Il periodo di incubazione per COVID-19, cioè il tempo che intercorre tra l'esposizione al virus e l'insorgenza dei sintomi) è attualmente stimato tra uno e 14 giorni.
Cosa si intende per “contatto con un positivo”?
Per contatto con un positivo si intende l’interazione con un soggetto positivo al test di rilevazione dell’infezione da Sars–CoV-2, per almeno 15 minuti e a distanza inferiore di due metri, nel periodo che va da 48 ore prima la conferma di positività tramite tampone a 10 giorni dopo la comparsa dei sintomi, nel caso confermato o dal momento della diagnosi e dell’isolamento. Si considera contatto con un positivo anche aver avuto un contatto diretto (es stretta di mano, abbraccio) con un positivo o essere entrato in contatto con le secrezioni (es fazzoletto usato, contatto salivare).
A chi devo rivolgermi in caso di sospetto contagio da Sars–CoV-2?
In caso di sintomi o dubbi occorre rimanere presso il proprio domicilio, evitando di recarsi al Pronto Soccorso o presso gli studi medici, e contattare il medico di famiglia, il pediatra o la guardia medica, oppure il numero verde regionale attivato da ogni Regione (l’elenco completo dei numeri versi è consultabile al link presente sul portale del Ministero della Salute www.salute.gov.it.
Quale test devo effettuare per poter viaggiare in Italia e all’estero?
Al momento non ci sono ancora indicazioni certe per quanto concerne gli spostamenti sul suolo nazionale, anche se sono allo studio del Governo le misure concernenti il cosiddetto “Green pass” che consentirà lo spostamento in regioni in fascia di rischio medio o alto (zone “arancioni” e “rosse”) previo test antigenico o molecolare da effettuarsi nelle 48 ore precedenti lo spostamento, mente rimarrebbe la possibilità di spostarsi tra regioni in fascia di rischio basso (zone “gialle”). Per i viaggi aerei verso altri Paesi invece viene richiesto il test molecolare, da effettuarsi nelle 48/72 ore precedenti il viaggio: le normative variano da paese a paese, per cui è utile consultare la sezione Faq della compagnia aerea di riferimento. Fino al 30 aprile 2021, i cittadini italiani o residenti/domiciliati in Italia di rientro dall’estero dovranno effettuare un test molecolare nella nazione di partenza, mettersi in auto-quarantena per 5 giorni ed effettuare un ulteriore test alla fine del periodo di quarantena.
 

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